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L'Italia nel dopoguerra
All'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Italia si risvegliò consapevole di doversi ricostruire completamente, sia dal punto vista urbanistico che dell'organizzazione sociale.
La popolazione, nonostante dovesse quotidianamente affrontare problemi di sopravvivenza, sentiva la necessità di distrarsi e divertirsi, sforzandosi di guardare avanti per dimenticare gli orrori del recentissimo passato, cercando serenità e un rinnovato senso della patria.
Fu in questo clima di rinascita che prese nuovo vigore il genere musicale della canzone melodica, che fonda le sue radici nella tradizione popolare italiana e nella romanza, e che era stato per un certo periodo accantonato in favore dei ritmi provenienti dagli Stati Uniti (Twist, Swing/Jazz) e dall'America Latina (Rumba, Samba, Tango), oltre che dalle grandi interpreti della Chanson francese (Edith Piaf, Juliette Greco), particolarmente in voga negli ambienti più raffinati.
Tale necessità di un ritorno alle origini, sfogo di un diffusa ricerca di un'appartenenza nazionale appannata, fu caldeggiata e cavalcata dalla RAI, nata dalle ceneri dell'EIAR (l'ente radiofonico nazionale), che con le sue due emittenti ("Rete Azzurra" e "Rete Rossa") deteneva il monopolio delle trasmissioni radiofoniche nazionali. Essendo infatti l'Ente un organo dello Stato, aveva interesse a promuovere, attraverso la musica, la riscoperta da parte del popolo di un sentimento di unità per la patria
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